In risposta al messaggio di The Illusionist del 29/01/2026 alle 12:19:51Io ho ridol6il problema alla base, ho un inverter da 1200 VA continui 2400 di picco (victron phoenix 12-1200) ed ho adeguato gli utilizzatori, air fryer da 1000W, phon da 800W, piastra induzione (cinesissima senza nemmeno un marchio ce falso) sempre da 800W, cerco di cucinare elettrico solo col sole, ma comunque mai visto più 90A
L’ho già scritto più volte, ma evidentemente non basta: è il tipo di utilizzo afare la differenza, non il dogma tecnico preso come verità assoluta. Al camperista medio, che consuma 30/40 Ah al giorno, una batteriacon celle sdraiate e non compresse è più che sufficiente. Parliamo di batterie che, da scheda tecnica, garantiscono 3000 cicli e non i famosi 10000, per i motivi già spiegati. Motivi che non implicano celle diverse: le celle possono essere le stesse, cambia solo il contesto d’uso e di assemblaggio. Dal Tornitore: “I prodotti commerciali non attuano alcuna compressione, vero, ma ciò non significa che sia il modo corretto di assemblaggio.” Benissimo. Non sarà il modo accademicamente corretto, ma è ampiamente sufficiente per portare la batteria a fine vita per semplice invecchiamento, non certo per stress o abuso. Sempre parlando del camperista medio Come giustamente fatto notare da Steu851, le batterie commercial non sono compresse, sono montate sdraiate e sono migliaia in tutto il mondo. Se questo tipo di utilizzo fosse davvero “devastante”, come qualcuno lascia intendere, oggi ci sarebbero migliaia di clienti inferociti e una reputazione talmente pessima da rendere questi prodotti invendibili. Invece, guarda caso, non è così. Ed è proprio questo che non si riesce (o non si vuole) capire: più si chiede a una batteria, più è giusto pretendere un assemblaggio maniacale. Ma pretendere soluzioni da laboratorio per un utilizzo normale è semplicemente fuori logica. Il 90% delle persone usa tranquillamente un Black & Decker (batteria assemblata) in casa e ci fa quello che deve fare. Perché dovrebbe comprare per forza un Hilti? Certo che l’Hilti è meglio, nessuno lo mette in dubbio. Ma lo compra il professionista (giustamente), o l’appassionato che vuole il massimo a prescindere. Non chi deve avvitare due viti ogni tanto. 20/30/40 Ah al giorno. Tutto quì.
In risposta al messaggio di il tornitore del 29/01/2026 alle 14:02:11""Trovo paradossale che in questo forum non si può parlare di soluzioni discutibili e/o illegali perchè non ci si attiene alle regole/normative/leggi e/o cosa impone il costruttore... Per poi soprassedere su questi aspetti dove sempre un costruttore indica inequivocabilmente come utilizzare un prodotto.""
Partendo dal fatto che scrivere sembra mancare elasticità mentale passa come offesa per il mio punto di vista... Anche io ti ho risposto più volte in merito, ritengo che sia inutile replicare ulteriormente ed inquinaremaggiormente il topic con le solite e trite diatribe dove da un lato si ci basa sulla tecnica e sull'altro ma tutti fanno così e funziona. Questo topic ha sue finalità specifiche tra cui quella di non incentivare ad andare contro quanto afferma a chiare lettere il produttore delle celle, dimostrando con i fatti come ho svolto il lavoro e che soluzioni tecniche ho trovato basandomi sempre su teoria/dati/numeri/calcoli, non su esperienze personali o perchè altri fanno il contrario e fino ad ora non è successo niente di grave (e non può passare come giustificazione o mal comune mezzo gaudio). Ognuno è libero di seguire la strada che più lo accomoda; non sei d'accordo su ciò affermo perchè è un eccesso di zelo secondo il tuo punto di vista? Nessun problema, ognuno ha una sua opinione... Però trovo logorante il ripetersi su argomenti ampiamente trattati in vari topic e che per un certo verso incentivano ad un uso non corretto delle celle secondo quanto lo stesso produttore indica (e non perchè lo dice il tornitore); questo per me è fuori da ogni logica. Gli assemblatori di batterie non seguono le schede tecniche? Son problemi loro e se ne prendono le responsabilità. Trovo paradossale che in questo forum non si può parlare di soluzioni discutibili e/o illegali perchè non ci si attiene alle regole/normative/leggi e/o cosa impone il costruttore... Per poi soprassedere su questi aspetti dove sempre un costruttore indica inequivocabilmente come utilizzare un prodotto.
In risposta al messaggio di Szopen del 30/12/2025 alle 13:31:56so che la più vecchia delle tue batterie ha ormai un 5 anni almeno e l'uso cui è sottoposta è abbastanza intensivo
Buongiorno a tutti. Nel mio impianto ci sono 2 BMS JK da 300A, seppur diversi sia come versione del prodotto stesso che del firmware noto che si comportano più o meno allo stesso modo. Le batterie sono in paralleloma con capacità differenti, la prima cui nel tempo la capacità è notevolmente ridotta passando da 280Ah a circa 190Ah, ho impostato per questa una capacità di 180Ah nel BMS e nel sistema Venus mentre per la seconda, ne ho impostato la capacità di 360Ah il resto dei parametri sono uguali per entrambi i pacchi batterie. Vedo che generalmente,la batteria di minor capacità in fase di carica partendo da un Soc stimato per entrambe del 30% inizialmente assorbe molta più corrente rispetto all’altra, pian piano viene raggiunto un certo pareggio che in pratica dura fino al raggiungimento di circa il 90% della sua capacità della prima batteria intorno ai 170Ah mentre l’altra batteria ha raggiunto solo il 50%, naturalmente poi la corrente disponibile passa quasi tutta su quest’ultima, ritengo valori e comportamento comunque corretti rapportati alla diversità delle 2 batterie. Questa la situazione attuale, ho un problema col rilevamento della tensione dello shunt in a Venus per cui l’ho rimosso dal sistema ed ho impostato in visualizzazione primaria la batteria da 360Ah. Buon anno a tutti, Ciro.
In risposta al messaggio di skr91 del 29/01/2026 alle 21:06:30Provo a dare una mia interpretazione sui dati che sono stati dati (e che a memoria lessi) oltre all'esperienza che ho
so che la più vecchia delle tue batterie ha ormai un 5 anni almeno e l'uso cui è sottoposta è abbastanza intensivo ciò premesso, il degrado effettivamente nuotevole da 280 a 190 potrebbe essere messo in relazione allacompressione delle celle? vale poco ma porto questo esempio: ho 2 monopattini elettrici di cui il più vecchio di novembre 2020 e oltre 11.000 km il mezzo ha una batteria da 15A a 36W, viene dato per un'autonomia in modalità Eco di 65 km Io lo uso casa/ufficio da anni (non ogni giorno) e il tratto è circa 9km, che percorro in circa 20 minuti. Lo tengo nella modalità di massime prestazioni e quindi di massimo consumo (ha 3 modalità) il motore mi pare sia da 250 Watt In quei 9 km quindi le batterie fanno uno sforzo abbastanza notevole, secondo me. Di solito ogni tratta da 9 km mi costa tra il 15 e il 25% della carica. In estate siamo attorno al 15, in inverno al 25. Le temperature influiscono molto, anche sulla velocità raggiunta (30kmh in estate, 28 kmh in inverno) Ebbene dopo 5 anni e migliaia di km io ho rilevato una perdita di prestazioni quasi impercettibile. Ora fa freddo ed è il periodo peggiore, ma confido che da fine marzo la musica cambi e si torni alle prestazioni migliori So che tutti questi sono dati empirici e non ho la minima idea di quale sia la vera capacità residua delle batterie. Non sarà quella originale, ma neanche una riduzione forte come quella che riferisci tu. Mi chiedevo se ci possa essere una relazione con la questione compressione Che ne pensi?
In risposta al messaggio di skr91 del 29/01/2026 alle 21:06:30Sinceramente nel tuo caso non credo affatto in un problema di compressione, le batterie "godono" fin dalla loro nascita di una certa "compressione progettuale e costruttiva".
so che la più vecchia delle tue batterie ha ormai un 5 anni almeno e l'uso cui è sottoposta è abbastanza intensivo ciò premesso, il degrado effettivamente nuotevole da 280 a 190 potrebbe essere messo in relazione allacompressione delle celle? vale poco ma porto questo esempio: ho 2 monopattini elettrici di cui il più vecchio di novembre 2020 e oltre 11.000 km il mezzo ha una batteria da 15A a 36W, viene dato per un'autonomia in modalità Eco di 65 km Io lo uso casa/ufficio da anni (non ogni giorno) e il tratto è circa 9km, che percorro in circa 20 minuti. Lo tengo nella modalità di massime prestazioni e quindi di massimo consumo (ha 3 modalità) il motore mi pare sia da 250 Watt In quei 9 km quindi le batterie fanno uno sforzo abbastanza notevole, secondo me. Di solito ogni tratta da 9 km mi costa tra il 15 e il 25% della carica. In estate siamo attorno al 15, in inverno al 25. Le temperature influiscono molto, anche sulla velocità raggiunta (30kmh in estate, 28 kmh in inverno) Ebbene dopo 5 anni e migliaia di km io ho rilevato una perdita di prestazioni quasi impercettibile. Ora fa freddo ed è il periodo peggiore, ma confido che da fine marzo la musica cambi e si torni alle prestazioni migliori So che tutti questi sono dati empirici e non ho la minima idea di quale sia la vera capacità residua delle batterie. Non sarà quella originale, ma neanche una riduzione forte come quella che riferisci tu. Mi chiedevo se ci possa essere una relazione con la questione compressione Che ne pensi?
In risposta al messaggio di Szopen del 30/01/2026 alle 00:22:15Indistintamente dalla tecnologia della batteria, il freddo comporta ad una minore mobilità degli elettroni e degli ioni (Legge di Arrhenius) quindi minori prestazioni date dall'aumento della resistenza interna e quindi maggior caduta di tensione all'aumentare della corrente richiesta (lo si può vedere dai grafici delle curve di scarica dove sotto a 10°C la caduta di tensione è sempre più evidente al decrescere della temperatura e all'aumentare del C-rate).
Sinceramente nel tuo caso non credo affatto in un problema di compressione, le batterie godono fin dalla loro nascita di una certa compressione progettuale e costruttiva. Il vero problema che rilevi nei periodi piu freddipenso sia dovuto alla ricarica a freddo delle batterie, non penso tu ti sia mai preoccupato di far si che le stesse tornassero dapprima ad una temperatura accettabile e ben prima di sottoporle a nuova carica. Non mi e' chiara la tipologia di batterie in questione ma, il freddo rimane a mio avviso l'indiziato numero 1 in fatto di decadenza delle prestazioni e dalle tue parti mi sembra che di freddo ne capiti abbastanza, le lastre di ghiaccio rinvenute sul tuo camper in quel di novembre, lo testimoniano. Ciro.
In risposta al messaggio di Szopen del 30/01/2026 alle 00:22:15no, c'è un malinteso
Sinceramente nel tuo caso non credo affatto in un problema di compressione, le batterie godono fin dalla loro nascita di una certa compressione progettuale e costruttiva. Il vero problema che rilevi nei periodi piu freddipenso sia dovuto alla ricarica a freddo delle batterie, non penso tu ti sia mai preoccupato di far si che le stesse tornassero dapprima ad una temperatura accettabile e ben prima di sottoporle a nuova carica. Non mi e' chiara la tipologia di batterie in questione ma, il freddo rimane a mio avviso l'indiziato numero 1 in fatto di decadenza delle prestazioni e dalle tue parti mi sembra che di freddo ne capiti abbastanza, le lastre di ghiaccio rinvenute sul tuo camper in quel di novembre, lo testimoniano. Ciro.
In risposta al messaggio di il tornitore del 29/01/2026 alle 23:50:42Come considerazioni ti sei quasi avvicinato alla mia realtà.
Provo a dare una mia interpretazione sui dati che sono stati dati (e che a memoria lessi) oltre all'esperienza che ho La riduzione di capacità da 280 a 190 Ah (circa -32% o 68%SOH; in automotive sarebbe già intervenutala garanzia al 70%SOH se si era dentro gli 8 anni e/o 160.000 km) delle batterie di Szopen può essere figlia di diversi fattori che hanno agito contemporaneamente: - mancanza di compressione favorendo la delaminazione e placcatura precoce del litio - continuo bilanciamento delle celle che le stressa a maggior ragione se la corrente è elevata correlata alla capacità del pacco batteria - andando a memoria le bus bar tra le celle sono rigide... Se lo fossero comporta uno stress meccanico sui poli favorendo cricche in corrispondenza della saldatura tra polo e lamina/e - temperatura batteria non sempre a 23-27°C - sollecitazioni meccaniche (vibrazioni) che sono più incisive senza compressione Personalmente da una LFP mi aspettavo prestazioni ben superiori specie pensando, almeno per quanto è la mia esperienza, un utilizzo non così intensivo; sicuramente lo è di più rispetto ad altri che non sono full timer, ma in termini assoluti non credo che abbia fatto ogni giorno un ciclo di carica/scarica completo o almeno al 80-85% a 0,3-0,5C costanti (energia usata quasi 3 kWh/giorno con correnti tra 85 e 140 A fissi). Ipotizzo sarà arrivato al 90% di scarica complessiva giornaliera, ma con ciclature parziali (es. 20+30+40%) che dovrebbero danneggiare meno la batteria... Anche se fosse 1 ciclo/giorno per 5 anni sarebbero attorno ai 1.800 cicli Sempre andando a memoria, le LF280K (ma penso anche le LF280 e LF280N) vengono date per esauste con 70%SOH e andrebbero dismesse; le LF280K a 25°C sarebbero dichiarate 6.000 cicli a 0,5C costanti con compressione. Le batterie dei monopattini non sono LFP ma NCM o NCA o LCO (se NCM sono la stessa tecnologia che ho sulle 2 auto elettriche) le quali hanno caratteristiche differenti alle LFP; mi aspetto di trovare celle cilindriche (es. le 21700) con configurazione ipotetica 10S3P. Cercando di estrapolare qualche numero spannometrico capisco che mediamente (estate/inverno) fai 45 km con una carica completa; se ci hai fatto 11.000 km significa aver fatto circa 245 cicli completi equivalenti. Se le batterie sono NCM non sono tanti cicli anche se li fai sempre con 200-250 W erogati (caso peggiore) ovvero scarica a meno di 0,5C (le NCM/NCA/LCO possono dare correnti ben superiori alle LFP... Per dire sull'auto elettrica con più CV che ho si arriva a correnti di 3,6C in scarica). Non stento a crederci che noti un'autonomia quasi uguale in condizioni favorevoli (20-25-30°C della batteria) pur avendo fatto quei cicli totali... Io sull'elettrica più vecchia (5 anni fra 1 mese) e con 153.000 km (circa 620 cicli equivalenti completi) ho perso un 13% di autonomia (87%SOH rilevato a 20°C; se lo rilevassi a 5°C potrei leggere anche 83-85%), la batteria ha visto temperature da -6°C fino a +44°C e l'auto l'ho usata ugualmente senza problemi e/o patemi di portarla allo 0% e/o caricarla velocemente a 2C; ovviamente a questi livelli è d'obbligo il raffreddamento a liquido oltre alla gestione sopraffine da parte del BMS. Conta molto l'assemblaggio e gestione; esempio sull'auto elettrica fa il bilanciamento solo quando arriva quasi a fine carica e il deltaV è comunque a valori di 20-24 mV seppur a fine bilanciamento.
In risposta al messaggio di il tornitore del 29/01/2026 alle 23:50:42Capisco bene che il fattore bilanciamento per te è molto importante in negativo ai fini della durata nel tempo?
Provo a dare una mia interpretazione sui dati che sono stati dati (e che a memoria lessi) oltre all'esperienza che ho La riduzione di capacità da 280 a 190 Ah (circa -32% o 68%SOH; in automotive sarebbe già intervenutala garanzia al 70%SOH se si era dentro gli 8 anni e/o 160.000 km) delle batterie di Szopen può essere figlia di diversi fattori che hanno agito contemporaneamente: - mancanza di compressione favorendo la delaminazione e placcatura precoce del litio - continuo bilanciamento delle celle che le stressa a maggior ragione se la corrente è elevata correlata alla capacità del pacco batteria - andando a memoria le bus bar tra le celle sono rigide... Se lo fossero comporta uno stress meccanico sui poli favorendo cricche in corrispondenza della saldatura tra polo e lamina/e - temperatura batteria non sempre a 23-27°C - sollecitazioni meccaniche (vibrazioni) che sono più incisive senza compressione Personalmente da una LFP mi aspettavo prestazioni ben superiori specie pensando, almeno per quanto è la mia esperienza, un utilizzo non così intensivo; sicuramente lo è di più rispetto ad altri che non sono full timer, ma in termini assoluti non credo che abbia fatto ogni giorno un ciclo di carica/scarica completo o almeno al 80-85% a 0,3-0,5C costanti (energia usata quasi 3 kWh/giorno con correnti tra 85 e 140 A fissi). Ipotizzo sarà arrivato al 90% di scarica complessiva giornaliera, ma con ciclature parziali (es. 20+30+40%) che dovrebbero danneggiare meno la batteria... Anche se fosse 1 ciclo/giorno per 5 anni sarebbero attorno ai 1.800 cicli Sempre andando a memoria, le LF280K (ma penso anche le LF280 e LF280N) vengono date per esauste con 70%SOH e andrebbero dismesse; le LF280K a 25°C sarebbero dichiarate 6.000 cicli a 0,5C costanti con compressione. Le batterie dei monopattini non sono LFP ma NCM o NCA o LCO (se NCM sono la stessa tecnologia che ho sulle 2 auto elettriche) le quali hanno caratteristiche differenti alle LFP; mi aspetto di trovare celle cilindriche (es. le 21700) con configurazione ipotetica 10S3P. Cercando di estrapolare qualche numero spannometrico capisco che mediamente (estate/inverno) fai 45 km con una carica completa; se ci hai fatto 11.000 km significa aver fatto circa 245 cicli completi equivalenti. Se le batterie sono NCM non sono tanti cicli anche se li fai sempre con 200-250 W erogati (caso peggiore) ovvero scarica a meno di 0,5C (le NCM/NCA/LCO possono dare correnti ben superiori alle LFP... Per dire sull'auto elettrica con più CV che ho si arriva a correnti di 3,6C in scarica). Non stento a crederci che noti un'autonomia quasi uguale in condizioni favorevoli (20-25-30°C della batteria) pur avendo fatto quei cicli totali... Io sull'elettrica più vecchia (5 anni fra 1 mese) e con 153.000 km (circa 620 cicli equivalenti completi) ho perso un 13% di autonomia (87%SOH rilevato a 20°C; se lo rilevassi a 5°C potrei leggere anche 83-85%), la batteria ha visto temperature da -6°C fino a +44°C e l'auto l'ho usata ugualmente senza problemi e/o patemi di portarla allo 0% e/o caricarla velocemente a 2C; ovviamente a questi livelli è d'obbligo il raffreddamento a liquido oltre alla gestione sopraffine da parte del BMS. Conta molto l'assemblaggio e gestione; esempio sull'auto elettrica fa il bilanciamento solo quando arriva quasi a fine carica e il deltaV è comunque a valori di 20-24 mV seppur a fine bilanciamento.
In risposta al messaggio di skr91 del 30/01/2026 alle 11:31:12L'unica cosa giusta indicata da NDS è che vanno posizionate solo in verticale le sue litio.
innanzitutto grazie delle risposte ricevute In realtà (lo dico in primo luogo all'amico, Ciro ma queste risposte pubbliche magari servono anche ad altri, come nello spirito di un forum) io non sono preoccupato delle miecelle non compresse (o poco compresse, non è questo il punto). Lo avevo scritto nel primo dei miei commenti che avevo fatto in questa discussione e lo continuo a pensare: la batteria assemblata dall'autore del post è da lasciare la bocca aperta (in positivo), ma nessuna delle batterie preassemblate che si comprano è fatta in quel modo e credo che quando una EcoWorthy (per citare una delle più note tra le cinesi) ma anche una NDS mettono celle prismatiche in un guscio di plastica senza piastre metalliche e barre filettate M10 non si possa pensare che nessuno dei loro tecnici abbia letto le schede tecniche dei produttori di celle e sia ignorante quanto il sottoscritto in fatto di Lifepo4 e dintorni. Voi siete molto tecnici e bravi, ma poi ci sono tanti poveretti come me che vengono qui a cercare di impare e capire cose che non sanno e non lo fanno per improvvisarsi impiantisti ma capire almeno i fondamenti. Ad esempio io mi rendo conto che nel mio commento un paio di pagine addietro, rispondendo a The Illusionist, mi ero concentrato quasi solo sui consumi elettrici (quotidiani, ma anche istantanei in termini di correnti abbastanza elevate) come possibile elemento di attenzione sullo stress imposto sulle batterie. Mi sembra di capire che invece voi più tecnici vi focalizziate più che altro sulle correnti di ricarica come possibile fonte di danno alla cella. Ora, posto che la ricarica avviene comunque un po' anche in funzione di quanto avevo prelevato dalla batteria (ovviamente se avevo tolto 30A la batteria rivorrà indietro quei 30A, non 100A), può un profano come me concludere senza sbagliare di troppo che ogni volta che è possibile (perchè non si ha fretta di immagazzinare energia) è preferibile in un'ottica di preservazione della salute delle celle ricaricare poco alla volta sebbene le batterie abbiano la capacità di assorbire anche velocemente? Magari per voi è banalissimo, ma invece è è un'informazione rilevante per i camperisti: forse non lo sapete, ma è pieno di professionisti molto attivi e seguiti sui social che pompano un sacco i loro impianti in cui 2-3 batterie da 150, fatte di celle messe in gusci di plastica e chiuse in qualche vano o messe sotto al sedile, sono collegate in serie e alimentate da sistemi di ricarica che gli rovesciano dentro anche un centinaio di Ah Saranno dati reali e suppongo che lì per lì quelle batterie siano capaci di assorbire e trattenere tutta quella corrente, ma con che effetti nel susseguirsi dei cicli? Credo che questo sia quello che interessa al camperista medio, anche nel cercare di capire che impianto è meglio avere e come vale la pena impiegare i molti soldi che costa. Poi per carità il mio non è un invito a banalizzare la discussione: da che mondo e mondo sono gli scolari che devono cercare di innalzarsi al livello dei maestri e non i maestri che devono abbassarsi.
In risposta al messaggio di skr91 del 30/01/2026 alle 11:44:23Il bilanciamento continuo sostanzialmente comporta a micro cicli continui impattando sulla durata sia in termini temporali che cicli... Se opportunamente settato, favorisce le prestazioni sul singolo ciclo che durata complessiva perchè permette di sfruttare il massimo della capacità della batteria.
Capisco bene che il fattore bilanciamento per te è molto importante in negativo ai fini della durata nel tempo? Non oso metterlo in dubbio, ma dal mio punto di vista (di ingorante, lo ripeto sempre) è controintuitivo Avreipensato che il bilanciamento delle due favorisse tra l'altro la buona conservazione Mi sembra che tu dica l'opposto ed evidentemente non lo dici solo tu, considerato che da quanto dici nelle ultime righe del tuo commento capisco che costruttori di auto elettriche non escludono ma limitano molto il bilanciamento tra celle Come mai il bilanciamento ha effetti negativi, se li ha?
In risposta al messaggio di skr91 del 30/01/2026 alle 11:44:23Il fattore bilanciamento e' importante per tutti coloro che adottano batterie al litio in camper, i continui riferimenti alle auto elettriche non lo sono.
Capisco bene che il fattore bilanciamento per te è molto importante in negativo ai fini della durata nel tempo? Non oso metterlo in dubbio, ma dal mio punto di vista (di ingorante, lo ripeto sempre) è controintuitivo Avreipensato che il bilanciamento delle due favorisse tra l'altro la buona conservazione Mi sembra che tu dica l'opposto ed evidentemente non lo dici solo tu, considerato che da quanto dici nelle ultime righe del tuo commento capisco che costruttori di auto elettriche non escludono ma limitano molto il bilanciamento tra celle Come mai il bilanciamento ha effetti negativi, se li ha?
http://www.m48.it
In risposta al messaggio di Emme48 del 31/01/2026 alle 09:19:07L'importante è sfruttare quegli Ah, averli senza utilizzarli sarebbe uno spreco.
Mannaggia... ho fatto due conti per capire cosa mi ci potrebbe entrare sotto la panca passeggeri del mio Iveco Daily 4x4. Potrei metterci delle EVE MB31 da 314 Ah in configurazione 3P4S per un totale di 942 Ah. Per ora le mie AGM bastano e avanzano, ma se devo mettere qualcosa di alternativo a 200 Ah in AGM non sarà certo una litio da 200 Ah.
In risposta al messaggio di Szopen del 31/01/2026 alle 05:26:50Mi spiace Ciro, ma quanto affermi mi fa capire che non hai gran esperienza diretta/quotidiana con almeno 1 auto elettrica per cui non conosci gestione, temperature, correnti in gioco etc.
Il fattore bilanciamento e' importante per tutti coloro che adottano batterie al litio in camper, i continui riferimenti alle auto elettriche non lo sono. L'auto la prendi al mattino, magari ci viaggi anche tutto il giorno,la scarichi quasi completamente (nel mentre non vi e' nessuna fonte di ricarica attiva) alla sera torni a casa la riponi in garage nel quale e' presente una temperatura più umana e procedi con una nuova ricarica fino al mattino dopo o comunque del tempo richiesto. In camper lle modalità di utilizzo, soprattutto se si e' costantemente in libera e ci si avvale di accessori energivori sono ben diverse, forti scariche unite a continue lente cariche portano inevitabilmente ad uno sbilanciamento maggiore delle celle, dal momento che difficilmente si riesce a completare ogni giorno un ciclo di carica le celle versano in una condizione di SoC variabile generalmente tra il 50 e l'80%, cosa fare, come comportarsi per evitare un cospicuo sbilanciamento tra le stesse? La scheda postata ci riporta ad una temperatura di circa 25 gradi in fase di carica ma noi non siamo a Quito, le temperature in camper sono notevolmente variabili e quei 25 gradi nel vano batterie li avremo forse a giugno. Ciro.
In risposta al messaggio di Szopen del 31/01/2026 alle 05:26:50E' esattamente quello che ho visto facendo i test alla mia batteria, è stato quel comportamento che descrivi che mi ha fatto decidere di montare un bilanciatore attivo.
Il fattore bilanciamento e' importante per tutti coloro che adottano batterie al litio in camper, i continui riferimenti alle auto elettriche non lo sono. L'auto la prendi al mattino, magari ci viaggi anche tutto il giorno,la scarichi quasi completamente (nel mentre non vi e' nessuna fonte di ricarica attiva) alla sera torni a casa la riponi in garage nel quale e' presente una temperatura più umana e procedi con una nuova ricarica fino al mattino dopo o comunque del tempo richiesto. In camper lle modalità di utilizzo, soprattutto se si e' costantemente in libera e ci si avvale di accessori energivori sono ben diverse, forti scariche unite a continue lente cariche portano inevitabilmente ad uno sbilanciamento maggiore delle celle, dal momento che difficilmente si riesce a completare ogni giorno un ciclo di carica le celle versano in una condizione di SoC variabile generalmente tra il 50 e l'80%, cosa fare, come comportarsi per evitare un cospicuo sbilanciamento tra le stesse? La scheda postata ci riporta ad una temperatura di circa 25 gradi in fase di carica ma noi non siamo a Quito, le temperature in camper sono notevolmente variabili e quei 25 gradi nel vano batterie li avremo forse a giugno. Ciro.
In risposta al messaggio di banoyo del 31/01/2026 alle 10:14:07Penso sia da anni che, almeno il sottoscritto, consiglia l'uso del bilanciatore attivo per vari motivi... Ma il punto era un altro, ovvero quando/quanto fare il bilanciamento ed eventualmente corrente di bilanciamento.
E' esattamente quello che ho visto facendo i test alla mia batteria, è stato quel comportamento che descrivi che mi ha fatto decidere di montare un bilanciatore attivo. Le mie celle non sembrano selezionate, hanno qrcodeche se letti hanno date di produzione differenti, probabilmente questo rende più evidente lo sbilanciamento, non ricordo i valori che avevo misurato. Ora ho sbilanciamenti irrisori, max 1mV, e da prove fatte quando la batteria era nuova, la capacità aumentava del 5/6% rispetto al bilanciatore passivo.